La mattina è il momento in cui mi esercito.
La mattina per me era l'incubo.
Preparati, preparali, corri di qua e lascia uno, corri di là e lascia l'altro, Gulp, ce ne è un terzo! Lanciati all'asilo e poi, da lì, vola al lavoro.
Colazione? Con un pò di fortuna tra le dieci e le undici incastro un caffè al volo...
(Che pure le vedevo le altre. Madri truccate ed organizzate, perfettamente vestite ed addobbate, mai una ricrescita fuori controllo, mai una traccia di sudore lungo il collo, si muovono a frotte verso il bar più vicino, parlottano animate, perdono tempo, un club esclusivissimo di cui non faccio parte: io corro).
Finchè una mattina, non so bene quando, mi sono scoperta a rallentare.
Dentro di me si è insinuato, potentissimo, il tarlo del dubbio: e se tutto questo correre non fosse davvero necessario?
(Forse corro per abitudine).
Così, da allora, dopo aver accompagnato i bambini a scuola e all' asilo, mi rilasso.
Non è che faccio yoga o vado dal parrucchiere, che pure ne avrei bisogno.
Semplicemente respiro.
E cammino, lentamente.
La testa libera
(non faccio piani, non preparo liste, non controllo mentalmente la mia agenda)
I sensi all'erta.
(lascio entrare il mondo)
Respiro, cammino, vivo.
(e da quando "pratico" sono soggetta ad epifanie: stamattina, per esempio, mi sono accorta che la primavera mi è esplosa intorno ).
mercoledì 21 marzo 2012
lunedì 19 marzo 2012
noi restiamo fuori
poco fa un' illuminazione:
e se i pensieri negativi fossero contagiosi?
Se tutto il carico di nervosismo, inquietudine e negatività che qualche volta ci sentiamo addosso, per via del lavoro o di altre questioni che non riguardano direttamente la nostra vita familiare, una volta rientrati a casa cominciasse a saltellare a destra e sinistra colpendo a caso chiunque intercetti la sua traiettoria?
Perchè, se si osserva con attenzione, spesso è così che capita.
I pensieri negativi viaggiano e lo fanno velocemente, soprattutto dentro le famiglie, dove ci sono persone che si vogliono bene e sperimentano elevati livelli di contatto emotivo.
E i pensieri negativi inquinano. Inquinano gli spazi, i sentimenti e le relazioni.
Comincia uno e giù gli altri a cascata, effetto domino.
Però ho deciso:
da questo momento i miei pensieri negativi provo a lasciarli davanti al portone.
Non sto parlando di rimuoverli o negarli.
Mi riferisco al toglierseli di dosso e lasciarli appesi fuori.
Consapevolmente.
Sembra banale ma non ci avevo mai pensato. E nemmeno mai provato.
Da adesso invece tento.
E una volta a casa voglio aprire le finestre e fare entrare l'aria.
Voglio scegliere la gioia.
(se fosse contagiosa?)
e se i pensieri negativi fossero contagiosi?
Se tutto il carico di nervosismo, inquietudine e negatività che qualche volta ci sentiamo addosso, per via del lavoro o di altre questioni che non riguardano direttamente la nostra vita familiare, una volta rientrati a casa cominciasse a saltellare a destra e sinistra colpendo a caso chiunque intercetti la sua traiettoria?
Perchè, se si osserva con attenzione, spesso è così che capita.
I pensieri negativi viaggiano e lo fanno velocemente, soprattutto dentro le famiglie, dove ci sono persone che si vogliono bene e sperimentano elevati livelli di contatto emotivo.
E i pensieri negativi inquinano. Inquinano gli spazi, i sentimenti e le relazioni.
Comincia uno e giù gli altri a cascata, effetto domino.
Però ho deciso:
da questo momento i miei pensieri negativi provo a lasciarli davanti al portone.
Non sto parlando di rimuoverli o negarli.
Mi riferisco al toglierseli di dosso e lasciarli appesi fuori.
Consapevolmente.
Sembra banale ma non ci avevo mai pensato. E nemmeno mai provato.
Da adesso invece tento.
E una volta a casa voglio aprire le finestre e fare entrare l'aria.
Voglio scegliere la gioia.
(se fosse contagiosa?)
sabato 17 marzo 2012
Patteggiamenti
Fai il meglio che puoi.
E' quel che mi ripeto, da sempre, come un mantra e a volte il non riuscirci mi ha fatto sentire in colpa.
Così provo a fare meglio che posso le cose che amo.
Che è più facile a dirsi
sopratutto certi giorni.
Ora, per esempio, con tre piccoli Berries che viaggiano a velocità supersonica chiedendo ognuno, a modo proprio, infinite attenzioni
a me che li amo ma devo anche nutrirli.
Ed è già passato mezzogiorno.
Così scongelo con amore un minestrone.
E con amore lo cucino.
(che a volte poi bisogna venire a patti con se stessi)
rimanendo calma e concentrata
per il momento in cui il minestrone andrà in tavola.
Buon fine settimana
giovedì 15 marzo 2012
la vita semplice #3 vivi il momento
L'istinto, si diceva, aiuta.
Il mio, a volte, strilla.
"Tieniti stretti i tuoi bambini" tuona una voce antica, nascosta da qualche parte dentro di me.
E io li tengo stretti, come posso. A volte con fatica, altre con dolore ( perchè non è semplice tenere insieme mondi che insieme non sempre stanno: i figli, il lavoro, se stessi.....), più spesso felicemente.
Passare del tempo insieme non è mai stato un proposito, piuttosto un'abitudine.
Capita però, a volte, che il tempo trascorso insieme si svuoti.
E mi ritrovo a saltellare da un impegno all'altro, con qualche figlio al seguito o addosso.
Ma non davvero insieme
Succede specialmente quando sono davvero stanca.
L'altro giorno, per esempio.
Mentre giro la minestrina di Beanberry dentro il piatto penso a cosa potrei darle come frutta.
Peggio .
Giro la minestra (la mia bimba seduta vicino a me, di fronte) e sento, fortissimo, l'impulso di alzarmi, prendere una banana e metterla vicino al piatto.
calma (mi dico)
respira (ripeto come un mantra)
continua a mescolare
e lentamente l'impulso perde forza, io mi rilasso e quando alzo lo sguardo mi accorgo, con sorpresa, che Beanberry mi sta osservando, sorridendo.
-mamma gira- sentenzia soddisfatta riempiendo la mia vista di fossette.
E io la guardo, rapita, e rido e mi perdo in questo attimo perfetto di assoluta felicità.
(dentro di me una voce mi ricorda)
"vivi il momento"
.
Il mio, a volte, strilla.
"Tieniti stretti i tuoi bambini" tuona una voce antica, nascosta da qualche parte dentro di me.
E io li tengo stretti, come posso. A volte con fatica, altre con dolore ( perchè non è semplice tenere insieme mondi che insieme non sempre stanno: i figli, il lavoro, se stessi.....), più spesso felicemente.
Passare del tempo insieme non è mai stato un proposito, piuttosto un'abitudine.
Capita però, a volte, che il tempo trascorso insieme si svuoti.
E mi ritrovo a saltellare da un impegno all'altro, con qualche figlio al seguito o addosso.
Ma non davvero insieme
Succede specialmente quando sono davvero stanca.
L'altro giorno, per esempio.
Mentre giro la minestrina di Beanberry dentro il piatto penso a cosa potrei darle come frutta.
Peggio .
Giro la minestra (la mia bimba seduta vicino a me, di fronte) e sento, fortissimo, l'impulso di alzarmi, prendere una banana e metterla vicino al piatto.
calma (mi dico)
respira (ripeto come un mantra)
continua a mescolare
e lentamente l'impulso perde forza, io mi rilasso e quando alzo lo sguardo mi accorgo, con sorpresa, che Beanberry mi sta osservando, sorridendo.
-mamma gira- sentenzia soddisfatta riempiendo la mia vista di fossette.
E io la guardo, rapita, e rido e mi perdo in questo attimo perfetto di assoluta felicità.
(dentro di me una voce mi ricorda)
"vivi il momento"
.
lunedì 12 marzo 2012
Calma
Ero una strana ragazzina, non c'è dubbio.
Ricordo che osservavo le persone affrettarsi per le strade, negli uffici, nei negozi e non riuscivo proprio a venire a capo di tutta quella agitazione: "perchè affannarsi tanto" mi dicevo " il mondo va avanti lo stesso".
Mi inquietava il modo in cui gli adulti che conoscevo prendevano sul serio i loro impegni: "non penserà veramente che sia così importante" riflettevo, vedendo mia madre incupirsi per qualcosa che non era riuscita a terminare
(che poi, se ci penso, era un mondo più rilassato di questo in cui io vivo adesso).
Quello che non sapevo allora e che so adesso è che quella roba lì è come un virus e "si attacca". Comincia lentamente, crescendo, e in men che non si dica ti divora l'anima.
E tu corri!
Corri.
A nche quando sei in anticipo (ok, raramente!).
Anche quando sei ormai, irrimediabilmente, in ritardo.
Anche quando sei in vacanza.
Anche quando eri uscito solo per goderti il paesaggio.
Anche quando ti pagano lo stesso.
Anche quando non ti pagano comunque.
Tu corri. Corri. Corri...
E somigli sempre più all'inquietante coniglietto...
Però di sicuro c'è una cura.
Così, con tutte le mie forze, sto frenando.
(Potete sentire il rumore delle gomme, l'odore provocato dall'attrito).
Io rallento, e freno.
E respiro
Ricordo che osservavo le persone affrettarsi per le strade, negli uffici, nei negozi e non riuscivo proprio a venire a capo di tutta quella agitazione: "perchè affannarsi tanto" mi dicevo " il mondo va avanti lo stesso".
Mi inquietava il modo in cui gli adulti che conoscevo prendevano sul serio i loro impegni: "non penserà veramente che sia così importante" riflettevo, vedendo mia madre incupirsi per qualcosa che non era riuscita a terminare
(che poi, se ci penso, era un mondo più rilassato di questo in cui io vivo adesso).
Quello che non sapevo allora e che so adesso è che quella roba lì è come un virus e "si attacca". Comincia lentamente, crescendo, e in men che non si dica ti divora l'anima.
E tu corri!
Corri.
A nche quando sei in anticipo (ok, raramente!).
Anche quando sei ormai, irrimediabilmente, in ritardo.
Anche quando sei in vacanza.
Anche quando eri uscito solo per goderti il paesaggio.
Anche quando ti pagano lo stesso.
Anche quando non ti pagano comunque.
Tu corri. Corri. Corri...
E somigli sempre più all'inquietante coniglietto...
Però di sicuro c'è una cura.
Così, con tutte le mie forze, sto frenando.
(Potete sentire il rumore delle gomme, l'odore provocato dall'attrito).
Io rallento, e freno.
E respiro
domenica 11 marzo 2012
la vita semplice # 2 i cinque sentieri
....comincio con il pensare a cinque cose che per me sono davvero importanti, cinque cose che davvero amo fare, cinque cose nelle quali sento che voglio investire tempo, forza ed energia.
Ho impiegato un pò di giorni a tirarle giù. Ho lasciato che prendessero forma nei miei pensieri e che si articolassero in altri significati creando una mini mappa di ciò che per me davvero conta.
Questo l'elenco:
1)trascorrere del tempo insieme alla mia famiglia
2)prendermi cura della mia famiglia
3)scrivere
4)autoprodurre
5)prendermi cura di me
eccoli qui, i miei cinque sentieri di campagna!
Proverò a seguirli uno per uno, a tenere duro anche quando comincerà la salita.
Proverò ad andare dritta ogni volta che la vita mi metterà di fronte ad un bivio, ad una scelta.
Proverò a proteggerli.
Sono curiosa di vedere dove mi porteranno. E fiduciosa.
Ho impiegato un pò di giorni a tirarle giù. Ho lasciato che prendessero forma nei miei pensieri e che si articolassero in altri significati creando una mini mappa di ciò che per me davvero conta.
Questo l'elenco:
1)trascorrere del tempo insieme alla mia famiglia
2)prendermi cura della mia famiglia
3)scrivere
4)autoprodurre
5)prendermi cura di me
eccoli qui, i miei cinque sentieri di campagna!
Proverò a seguirli uno per uno, a tenere duro anche quando comincerà la salita.
Proverò ad andare dritta ogni volta che la vita mi metterà di fronte ad un bivio, ad una scelta.
Proverò a proteggerli.
Sono curiosa di vedere dove mi porteranno. E fiduciosa.
sabato 10 marzo 2012
la vita semplice #1
...improvvisamente mi sento arrivata ad un punto da dove, per poter continuare bisogna togliere.
Andare al nocciolo, all'essenza, spingersi oltre la coreografia, l'immagine.
Non è una cosa spuntata all'improvviso, come un fungo...è un'inclinazione a lungo provata, covata, nutrita ed assecondata, più o meno consapevolmente.
L'istinto, se lasciato libero di esprimersi, è una buona guida. Il mio si è svegliato davvero solo con la nascita dei miei figli e mi ha portato qui, a fare i conti ogni volta, con che cosa conta davvero.
Che cosa conta davvero?
Quanto di tutto ciò che occupa spazio nella nostra vita è davvero importante?
Per cosa vale la pena lottare e che cosa si è invece disposti a lasciare andare?
Di quale materia è fatta la nostra felicità?
Respirare, rallentare.
Il mio viaggio verso la vita semplice comincia da qui.
Andare al nocciolo, all'essenza, spingersi oltre la coreografia, l'immagine.
Non è una cosa spuntata all'improvviso, come un fungo...è un'inclinazione a lungo provata, covata, nutrita ed assecondata, più o meno consapevolmente.
L'istinto, se lasciato libero di esprimersi, è una buona guida. Il mio si è svegliato davvero solo con la nascita dei miei figli e mi ha portato qui, a fare i conti ogni volta, con che cosa conta davvero.
Che cosa conta davvero?
Quanto di tutto ciò che occupa spazio nella nostra vita è davvero importante?
Per cosa vale la pena lottare e che cosa si è invece disposti a lasciare andare?
Di quale materia è fatta la nostra felicità?
Respirare, rallentare.
Il mio viaggio verso la vita semplice comincia da qui.
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